Con le sfumature calde dei suoi colori naturali, l’autunno ci regala profumi di mosti e di “ribollir di tini” ed emozioni culinarie e non solo

“… ma per le vie del borgo

dal ribollir de’ tini

va l’aspro odor de i vini

l’anime a rallegrar …”

                                  (Giosuè Carducci)

Il poeta, nella sua ode, contrappone all’allegria del borgo la tristezza del paesaggio autunnale avvolto dalla nebbia e, come per lui, anche noi abbiamo voluto contrapporre alla malinconia del grigiore e delle nebbie, una schioppettante festa d’autunno insieme ai nostri bambini.

Abbiamo fatto “migrare” i nostri tristi pensieri proprio come quegli uccelli neri che il cacciatore osservava dall’uscio della sua casa, fremendo, eccitati per la preparazione di una gustosissima marmellata d’uva.

L’odore acre dell’uva preparata il giorno prima e messa a macerare con lo zucchero per l’intera notte si è diffuso ovunque e, nella scuola, l’indomani, la musica, i canti d i balli popolari della vendemmia, l’aria di festa, hanno fatto da corolla alla lunga bollitura dal profumo buono e dolce di quell’uva che appassiva sul fuoco e lasciava il posto ad una crema violacea che, riposta nei piccoli vasi di vetro, è stata portata a casa da ogni bambino con l’orgoglio e la cura di una reliquia.

Il gioco delle emozioni associate ai colori dell’autunno, a quello dell’uva, al calore dello star bene insieme è finito per fondersi nella pentola bollente, trasformandosi, come per l’uva in marmellata, in tenere sensazioni di gioia, di serenità e di operosa collaborazione.

E come da tradizione ( lo scorso anno, a scuola, abbiamo preparato i muffin all’uva), piccoli pasticceri crescono!

Federica Iafrate