Lunedì 16 dicembre si è concluso il progetto “Scacchi a scuola”, tenuto dal Prof.Luigi Capobianco.

Il corso è stato articolato in 10 ore complessive di lezioni di teoria e pratica. I primi incontri sono stati dedicati all’introduzione e alla spiegazione del gioco vero e proprio.

La leggenda

Il prof. Capobianco ha introdotto il gioco degli scacchi raccontando ai bambini la leggenda della nascita degli scacchi.
“Secondo la leggenda indiana, l’inventore degli scacchi fu Sissa , maestro di un principe. Con questo gioco Sissa voleva far capire che il successo del comandante deriva dalla giusta armonia tra lui e i suoi sottoposti, così come il Re degli scacchi per quanto il pezzo più importante, non può che perdere senza l’appoggio dei pedoni e degli altri pezzi. Il Principe fu molto colpito dalla sagacia del gioco e promise a Sissa qualunque cosa egli avesse richiesto come ricompensa. In premio Sissa chiese un chicco di grano per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza e così via, sempre raddoppiando fino alla sessantaquattresima casella”.

La scacchiera

Il gioco degli scacchi è uno fra i giochi più popolari al mondo. Gli scacchi sono un gioco di strategia che si svolge su una tavola quadrata detta scacchiera, formata da 64 caselle o case di due colori alternati, sulla quale ogni giocatore dispone 16 pezzi bianchi o neri. Per traslato, il “Bianco” e il “Nero” designano i due sfidanti : un re, una regina, due alfieri, due cavalli, due torri e otto pedoni.
Come ha spiegato il prof. Luigi l’obiettivo del gioco è dare “Scacco matto”, ossia attaccare il re avversario impedendogli di sottrarsi alla cattura.

Le mosse

Esistono diverse mosse nel gioco degli scacchi: “ la presa al varco” ( o en passant), è opportuno che ogni giocatore conosca questa mossa, anche se non capita spesso di applicarla al gioco. E’ giusto spendere il tempo necessario per descrivere agli allievi le regole riguardanti l’esecuzione della mossa e le conseguenze delle mosse irregolari in partita di torneo. Infatti la mossa irregolare non rimane impunita: su richiesta del giocatore avversario, l’arbitro interviene e registra l’irregolarità, in quanto al raggiungimento di tre mosse irregolari in una stessa partita, un giocatore viene dichiarato perdente per somma di mosse irregolari. L’ arrocco è una mossa cui un giocatore esperto non rinuncia; bisogna far capire agli alunni quanto sia importante allontanare rapidamente il Re dal centro contemporaneamente attivando una Torre che nell’angolo farebbe solo da spettatore.

Le finalità del gioco

I bambini dopo aver acquisito le regole principali del gioco si sono cimentati in diverse partite e nell’ultima lezione sono stati protagonisti di un torneo organizzato nei minimi dettagli dal prof. Capobianco.
Il gioco degli scacchi, nella scuola primaria, ha una doppia valenza: didattica-educativa e ludico-sportiva.
Le finalità del gioco sono diverse : le prime capacità che vengono esercitate sono quelle di tipo intellettivo, quindi la riflessione e il ragionamento logico-matematico su tutte. Il gioco costringe l’alunno ad allenare il proprio spirito di osservazione e a stimolare la memoria visiva e spaziale. Come tutti gli sport il gioco degli scacchi è inquadrato da una serie di norme e regole che abituano fin dall’inizio al rispetto delle regole e al rifiuto di atteggiamenti negativi come la prevaricazione, la scorrettezza e l’ingiustizia. Inoltre il confronto, la gara, se incanalati dentro principi di lealtà sportiva, sono mezzi utilissimi per interagire e relazionarsi con gli altri, capire ed accettare i punti di vista altrui.

Il progetto “Scacchi a scuola” è stato apprezzato da tutti gli alunni di classe quarta ed insieme alle loro insegnanti e alla responsabile di plesso Claudia Larghi ringraziano il prof. Luigi Capobianco per la sua disponibilità e professionalità.

Maria Cristina Cascio