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GLI ALUNNI DELLE CLASSI TERZE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI VESPOLATE IN VISITA ALLA CASCINA CACCIA DI BORGOLAVEZZARO

Giovedì 3 Maggio gli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di Vespolate hanno avuto l’opportunità di trascorrere una giornata scolastica diversa dal solito: dopo più di un anno di attività didattiche “blindate” a causa delle misure di contenimento per il Covid, assieme alle insegnanti Da Costa Giada, Giarda Chiara, Palladino Dario e Penna Antonella sono partiti da scuola a metà mattina e, dopo una piacevole passeggiata tra le risaie, sono giunti alla Cascina Caccia di Borgolavezzaro.
Lì, ad attenderli c’era Luca Cremona, proprietario della cascina assieme alla sua famiglia, nonché ex alunno della Scuola Secondaria di Vespolate. I ragazzi, dopo aver consumato il loro pranzo al sacco, guidati da Luca hanno avuto l’opportunità di visitare la cascina, che contiene ancora i locali storici occupati dalle mondine nel secolo scorso, e successivamente hanno svolto attività sportivo-ricreativa, sempre nel pieno rispetto delle norme Covid.
Alle ore 15 la giornata scolastica è terminata: i genitori sono giunti in cascina ed assieme a loro i ragazzi hanno fatto ritorno a casa.
E’ stato emozionante per questi ragazzi, che hanno subito sia in seconda che in terza le limitazioni epidemiologiche, poter vivere una giornata scolastica all’aperto con spensieratezza, restituendo il giusto valore alla relazione ed alla socialità.

Gli insegnanti accompagnatori

Attività didattica outdoor per la classe V della Scuola Primaria di Borgolavezzaro all’oasi naturale “Campo della Sciurä”, 14 maggio 2021.

C’è uno slargo piccolo, poco sopra lo stagno, dove il bosco si dirada e la riva scivola giù dolce ed erbosa verso l’acqua, riparata da una staccionata di pali e di corda, lo chiamano il belvedere. Lì si vede una delle magie del bosco. Luccicano come stelline, si muovono con la grazia delle farfalle e sembrano fiocchi di neve, ma sono i tanti piumini bianchi dei pioppi in fiore. Planano fino all’acqua e si mescolano con i riflessi dei raggi di sole che filtrano tra rami e foglie perpetuando, scintillanti, ad ogni primavera, il loro spettacolo fatato nel verde fresco del bosco di maggio. Siamo tutti lì, bambini ed adulti, seduti a far merenda e a sorprenderci con la stessa meraviglia di due ore prima quando siamo arrivati. No, con molta di più di quando il sentiero dell’ingresso ci accoglie con la sua vaporosa nuvola bianca su cui camminiamo mentre cantano le cinciallegre e l’usignolo, forse per darci il benvenuto. Passo dopo passo, scopriamo i piccolissimi gerani, le rose canine, il sigillo di Salomone, le viole dei campi, le fragoline, la felce e i biancospini e, addentrandoci sempre più nel bosco, le farnie maestose, le alte robinie e qualche olmo resiliente.

Ci spiega tutto Alberto affiancato da Giovanni, volontari del Burchvif, i nomi e i particolari, le galle curiose sulle foglie, dove avviene la metamorfosi degli insetti e la grafiosi degli olmi che combattono per sopravvivere. Più avanti la sabbia prende il posto del verde e lo scavo recente dello stagno creato per l’ovatura della rana dalmatina, si apre ai nostri sguardi sbalorditi … non ricordavamo di essere su un raro sabbione eolico costituitosi dopo l’ultima glaciazione. Qua e là si presentano le piantine nuove, ma la nostra attenzione viene catturata dal dosso misterioso che si eleva poco più su, con il cerchio magico di antiche travi di rovere orientate i secondo i punti cardinali e che proteggono le giovanissime farnie.

È Ruvlhenge che evoca l’arcano di siti come Stonehenge, ma è ideato per creare l’ambiente adatto alla riproduzione del cervo volante e destinato a durare nel millennio, come si legge nel monolite posto al centro. Ti colpisce con il suo fascino misterioso, ancora di più a vederlo innalzarsi nella luce sfumata del mattino. Lo raggiungiamo, poi il cammino prosegue attraverso il romantico “Bosco del cuore”, dove si può dedicare una quercia a chi si ama. E di nuovo siamo immersi nella bianca bambagia dell’aria e del sentiero, verso la strada, dove i pioppi si fanno molto numerosi. E il prato fiorito, dov’è? Eravamo lì anche per questo. È appena dopo la curva, ci aspetta l’erba secca del sentiero, è da rastrellare. Bisogna farne un mucchio, un metro cubo, dice Alberto, per invogliare le bisce a deporvi le uova. Sorprendono i nostri piccoli lavoratori. Si impegnano, si affaccendano e, alla fine, calcolatrice alla mano, si calcola il volume, e il nido è pronto. Ora rimane giusto il tempo per l’attesa caccia al tesoro fotografica. Nel mirino fiori, impronte della volpe e del tasso e la sua tana, penne di ghiandaia o di cincia e funghi, log pyramid e casette nido e, bandierine segnatracce alla mano, via di nuovo sui sentieri del bosco divisi in due squadre.

Come abili esploratori, attenti e vivaci, tutti vincono la sfida e ricevono un premio che non si aspettano: l’emozione dell’avventura, la gioia di lavorare e collaborare insieme, l’entusiasmo per la scoperta, la magia del bosco, il respiro rigenerante della natura, proprio come si auguravano accadesse le maestre Gloria e Marta che li accompagnano … un’ultima domanda ai bambini:
“Che punteggio date alla mattinata, da uno a dieci?” … un’unica risposta: “Dieci!” …è ora di andare… Grazie ad Alberto e a Giovanni.
Grazie a Burchvif che ha creato tutto questo. Grazie.

Marta Mortarino

Gli alunni della classe 2^C della Scuola Primaria “Don Saino” di Cerano, in occasione della “Giornata della Memoria” e della “Giornata dei calzini spaiati”, hanno affrontato in classe l’argomento della DIVERSITA’.

Gli argomenti sono stati trattati con due attività molto differenti tra loro, ma molto simili come scopo: imparare ad accettare il diverso da noi perché nella diversità siamo assolutamente unici e speciali. Ecco una breve descrizione delle attività.

Abbiamo svolto una lettura in classe, alla LIM, di una storia tratta dal libro di Tomy Ungerer “Otto, autobiografia di un orsacchiotto”. La lettura è stata seguita dalla realizzazione di un orsacchiotto con il CODING. Ecco le sequenze della storia, da visionare scaricando il file seguente:

Nella giornata dei CALZINI SPAIATI i bambini, dopo essersi divertiti ad osservare i propri calzini spaiati e aver realizzato che ciò li rendeva originali, speciali, hanno eseguito un semplice lavoretto da portare a casa. Il tutto si è concluso con la consegna di graziosi frasi sulle caratteristiche dei compagni, caratteristiche che li rendono ” a noi importanti”.

Eccoci, fieri e orgogliosi di essere UNICI!

Le insegnanti
Monica Vella e Marisa Muletti

Concorso  “Insieme per Suonare Cantare Danzare 2020”, edizione Gianni Rodari.

Se ascolti, riesci di certo a sentirla nell’aria qualche nota di speranza ed è rap. Note cantate da voci timide, incerte, da voci sicure, fiduciose, alcune, magari, un po’ stonate, voci di bimbi che cantano in video, ma cantano insieme, in coro, con i docenti, un unico coro di speranza, speranza da vendere.
Dopo aver disseminato ottimismo con i variopinti arcobaleni di marzo e le fiammelle dei ceri, gli alunni della scuola primaria “Gaudenzio Merula” di Borgolavezzaro, con l’esperta Fiorenza Alborghetti, nell’ambito del progetto “Laboratorio musicale”, l’hanno cantata la speranza. È quella della poesia “Speranza” di Gianni Rodari.

"…. alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare".

Docenti e alunni del plesso, coordinati dall’esperta, in piena didattica a distanza, superando le varie difficoltà, hanno aderito al concorso “Insieme per Suonare Cantare Danzare 2020”, edizione Gianni Rodari promosso dall’Associazione Culturale Arte di Omegna, realizzando un video con i bambini in griglia.

E con grande soddisfazione di tutti, la scuola Merula si è guadagnata il terzo posto con tanto di attestato e di medaglie.
Si ringraziano i bambini per l’impegno, le famiglie per la collaborazione e la maestra Fiorenza per la sua appassionata disponibilità.

Marta Mortarino

I bambini della scuola primaria di Borgolavezzaro hanno partecipato allo spettacolo interattivo “Il paese della felicità”, tratto dagli scritti di Gianni Rodari.

“Vi è piaciuto?” “Sì” ..… applausi ..… immaginatelo il sì, corale, di voci squillanti di bambini .…. “divertentissimo, super divertentissimo” ..…

E’ lo spettacolo “Il paese della felicità” con Cappuccetto Rosso e una bimba imbronciata, ma soprattutto Giovannino Perdigiorno, l’attore Andrea Longo, uscito per magia dalle pagine di Gianni Rodari (non potevamo certo dimenticarci del suo centesimo compleanno) e arrivato, sul treno della fantasia, nel cortile di Palazzo Longoni della scuola Primaria “Gaudenzio Merula” di Borgolavezzaro in una mattina di sole, il 28 settembre.

L’iniziativa fa parte del progetto “Nati per leggere” della biblioteca Negroni di Novara, a cui aderisce la biblioteca Comunale di Borgolavezzaro, come da parecchi anni a questa parte, per merito della Presidente Luisa Monfrinotti e, questa volta, era presente anche il sindaco Renato Padoan.

Giovannino ha portato con sé nel suo viaggio gli alunni delle classi prima e seconda raccontando fiabe scombinate, facendo cantare e ballare bambini ed adulti, trasformando maestre, bambini e volontarie della biblioteca nei personaggi delle sue storie e, nemmeno a dirlo, sempre e solo, tutto in rima e sempre per magia, facendo inventare le rime ai bambini senza che nemmeno se ne accorgessero.

E la morale della favola è, perché c’è la morale come in tutte le favole che si rispettino: se con la fantasia vuoi viaggiare, alla biblioteca di Borgolavezzaro devi andare.

Grazie a Luisa, ad Andrea e alle volontarie Maurizia e Nella.

Marta Mortarino

La Primaria di Borgolavezzaro premiata al concorso nazionale “Salva la tua Lingua Locale”

A guardarli, i ragazzini della scuola primaria di Borgolavezzaro, come gli altri loro coetanei, un po’ sfrontati, forti della loro imminente adolescenza, tecnologici e digitali, non potresti mai indovinare che abbiano vinto un premio di poesia, per di più dialettale. Le classi quarta e quinta della scuola primaria “Gaudenzio Merula”, con le docenti Maria Rita Mazzoli e Marta Mortarino, hanno partecipato al Concorso Nazionale “Salva la tua Lingua Locale” Sezione poesia e risultano vincitori del secondo premio. L’adesione al concorso fa parte del progetto “Sèntäl e dìsäl”… Listen And Say, di approfondimento della lingua, sia italiana sia inglese anche attraverso la parlata borgolavezzarese, molto usata in paese e pertanto familiare ai bambini italiani e stranieri.

Il progetto sviluppa una glottodidattica spicciola finalizzata a facilitare e a migliorare la pronuncia di alcuni fonemi della lingua inglese assenti nella lingua italiana, ma presenti in quella locale, del tutto naturali per genitori e nonni, dialettofoni, difficile per gli alunni di oggi. Per la grafia, anche più complessa della fonetica, si ringrazia di cuore il Dottor Gianfranco Pavesi, fondatore dell’Academia dal Rison di Novara, esperto delle parlate piemontesi e lombarde e molto altro in ambito linguistico, che ha fornito la sua preziosa consulenza.

Le poesie sono due: “Al nostär pais” e “Giargingles”. La prima rivela i luoghi semplici del paese dove affondano le nostre radici e il valore autentico degli affetti. La seconda gioca con i suoni e le parole, con le rime e i proverbi e scherza con le difficoltà di pronuncia.

La graditissima comunicazione dell’esito del concorso, è arrivata, alla fine dello scorso febbraio, direttamente alla dirigente scolastica, Dottoressa Giuseppina Ferolo, che l’ha girata alle docenti interessate, emozionatissime alla notizia, insieme con i suoi apprezzamenti e che gli alunni hanno saputo in una delle videochiamate della didattica a distanza.
L’amarezza del periodo che, a causa del lock down, ha visto sospendere la premiazione e ha impedito di andare a Roma, in Campidoglio, dove doveva avvenire, non toglie, però, la gioia grande e la soddisfazione per il risultato ottenuto….. per non dire del compiacimento di sentire le nuove generazioni cimentarsi nell’idioma ancestrale dei nostri avi.

Marta Mortarino

Le classi della scuola primaria e le sezioni di scuola dell’infanzia del nostro istituto scoprono un modo diverso di far scuola: la scuola all’aperto.

La scuola non è solo in classe tra banchi e libri; le occasioni di apprendimento sono ovunque, occorre solo imparare a coglierle. Quindi scopriamo che ciò che studiamo è concreto e intorno a noi. L’ambiente esterno diventa ambiente di apprendimento.
Ecco perché da quest’anno scolastico gli insegnanti hanno aderito al progetto di “OUTDOOR EDUCATION”, che si propone di svolgere parte delle attività programmate utilizzando gli spazi esterni alla scuola.
Il progetto si basa su modelli teorici di riferimento che hanno fatto la storia della pedagogia: da Locke a Rossueau, da Dewey a Maria Montessori e alle sorelle Agazzi. Fino a giungere alla moderna pedagogia che suggerisce come gli spazi aperti aiutano a rilassarsi e fanno stare bene.
Ecco una presentazione che ne riassume la validità didattico-pedagogica:

Far scuola all’aperto va incontro anche alla necessità di evitare di far trascorrere ai bambini molte ore consecutive in spazi chiusi che andrebbero aerati frequentemente e non solo a causa del Covid 19.

Le attività all’aperto rientrano in una programmazione mensile e comprendono qualsiasi  disciplina curriculare, sono calendarizzate e concordate dai docenti in modo flessibile, adattandole in base alle condizioni del tempo.

Inutile dire che la didattica all’aperto ha riscosso il consenso unanime degli alunni: le uscite sono apprezzate, rendono piacevole lo stare insieme “a distanza” e riducono lo stress dell’indossare continuamente le mascherine, così come previsto dal nuovo DPCM.

Vi mostriamo una carrellata di immagini della SCUOLA ALL’APERTO dei bambini dall’infanzia alla primaria.

Cristiana Ruggerone e
Silvia Canelli (responsabile del
Progetto Outdoor Education)

SCUOLE DELL’INFANZIA

Borgolavezzaro

Cerano

Nibbiola

SCUOLA PRIMARIA

Borgolavezzaro

Cerano

Garbagna

Vespolate

Il noto quotidiano della provincia parla delle attività all’aperto che le nostre scuole stanno svolgendo. Pubblichiamo l’articolo in questione.

La classe 2^A della Scuola Primaria di Cerano ha riflettuto su questa frase tratta da “La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare” di Louis Sepùlveda.

I bambini hanno lavorato, sia nel I quadrimestre che durante il periodo della DAD, sulla storia del celebre scrittore cileno recentemente scomparso a causa del Coronavirus.
I lavori realizzati dagli alunni sono stati inviati alla Fondazione Marazza di Borgomanero che ha pensato ad un’iniziativa per ricordarlo.

Manuela Gambarana

Pubblichiamo l’intervista che la nostra Dirigente, la Dott.ssa Giuseppina Ferolo, ha rilasciato al settimanale “L’Azione” relativa al gradimento della DAD del nostro Istituto.