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Grazie alla proposta degli alunni della classe VB della primaria don Saino che frequentano l’ora di religione cattolica curata dalla maestra Cinzia Pellò, da qualche settimana le campane suonano anche per la nascita di un nuovo bambino nella comunità ceranese, non solo per le più “classiche” messe, funerali o per il rintocco delle ore.

La proposta, intitolata dagli stessi alunni «Din don dan bebè» è stata spiegata in un breve video inviato direttamente al parroco don Egidio Borella. «È da diverso tempo che stiamo pensando a questa idea – hanno sottolineato insegnante e alunni – è un nostro piccolo grande sogno che abbiamo maturato durante le ore di religione. Le campane scandiscono le giornate della nostra comunità, per tutti non solo per chi è di fede cattolica, e ci è sembrato bello che fossero anche annunciatrici di un evento speciale non solo per una famiglia, ma anche per l’intero paese. Abbiamo inviato un video della nostra proposta, in cui abbiamo inserito anche dei consigli pratici su come realizzare l’iniziativa, a don Egidio e lui ha prontamente aderito. Le campane hanno già cominciato a suonare per questo evento inoltre, ogni volta nella bacheca della chiesa parrocchiale viene affisso un manifesto con il nome del bambino in cui spicca il nome dell’iniziativa e la nostra classe. Siamo felici che questa iniziativa abbia preso il via e orgogliosi di aver ideato un servizio per la nostra comunità».

L’idea è nata tra i bambini, durante l’ora di religione di qualche anno fa. Abbiamo portato avanti questa iniziativa semplice, ma significativa: celebrare la vita.
Con il supporto della nostra Dirigente, Dott. Ferolo, abbiamo contattato la parrocchia, incontrando la piena disponibilità di Don Egidio.
Grazie per averci creduto!

Alunni della V^B – “Plesso scolastico Don Carlo Saino” – Cerano

Maestra Cinzia Pellò

Guarda il video realizzato dai ragazzi di 5^B!

Ecco alcuni articoli che hanno riportato l’iniziativa:

Gli alunni della classe 5^B, dopo aver ascoltato le testimonianze di Liliana Segre e Sami Modiano, hanno espresso le loro riflessioni sulla Giornata della Memoria e tradotto le emozioni provate in disegni e pensieri, evidenziando le parole che li hanno colpiti maggiormente.

Questi sono i loro elaborati: guardiamoli e leggiamoli ma, soprattutto, fermiamoci a riflettere in silenzio…

Le insegnanti Cinzia Pellò e Martina Mento

Il 22 novembre si celebra la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole con l’intento di promuovere e valorizzare le attività e le iniziative realizzate sui temi della sicurezza e della prevenzione dei rischi.

Sono passati dieci anni dalla morte di Vito Scafidi, studente del liceo Darwin di Rivoli, ucciso per il crollo del controsoffitto della scuola. Questa giornata deve invitarci a riflettere, soprattutto in questo complicato momento della nostra quotidianità a causa del virus, che con difficoltà cerchiamo di contenere per salvaguardare la salute collettiva.

Gli alunni di tutte le classi, hanno ricordato le due giornate partecipando con impegno ed interesse alle varie iniziative proposte. Hanno espresso i loro pensieri e soprattutto le loro emozioni attraverso la realizzazione di elaborati scritti, disegni, bandierine e cartelloni.

Mariacristina Cascio

Il progetto #NaturaAFumetti di InVento Lab, vinto grazie all’iniziativa #EOLOMissioneComune, inizia il 30 novembre e comprende 5 lezioni in meet.

I ragazzi del nostro Comune di Borgolavezzaro delle class 4°e 5° della scuola primaria “Gaudenzio Merula”, impareranno le tecniche del disegno e del fumetto inventando delle storie sui temi della sostenibilità; il tutto in modalità e-learning sulla piattaforma www.inventoschool.com!

La Primaria di Borgolavezzaro premiata al concorso nazionale “Salva la tua Lingua Locale”

A guardarli, i ragazzini della scuola primaria di Borgolavezzaro, come gli altri loro coetanei, un po’ sfrontati, forti della loro imminente adolescenza, tecnologici e digitali, non potresti mai indovinare che abbiano vinto un premio di poesia, per di più dialettale. Le classi quarta e quinta della scuola primaria “Gaudenzio Merula”, con le docenti Maria Rita Mazzoli e Marta Mortarino, hanno partecipato al Concorso Nazionale “Salva la tua Lingua Locale” Sezione poesia e risultano vincitori del secondo premio. L’adesione al concorso fa parte del progetto “Sèntäl e dìsäl”… Listen And Say, di approfondimento della lingua, sia italiana sia inglese anche attraverso la parlata borgolavezzarese, molto usata in paese e pertanto familiare ai bambini italiani e stranieri.

Il progetto sviluppa una glottodidattica spicciola finalizzata a facilitare e a migliorare la pronuncia di alcuni fonemi della lingua inglese assenti nella lingua italiana, ma presenti in quella locale, del tutto naturali per genitori e nonni, dialettofoni, difficile per gli alunni di oggi. Per la grafia, anche più complessa della fonetica, si ringrazia di cuore il Dottor Gianfranco Pavesi, fondatore dell’Academia dal Rison di Novara, esperto delle parlate piemontesi e lombarde e molto altro in ambito linguistico, che ha fornito la sua preziosa consulenza.

Le poesie sono due: “Al nostär pais” e “Giargingles”. La prima rivela i luoghi semplici del paese dove affondano le nostre radici e il valore autentico degli affetti. La seconda gioca con i suoni e le parole, con le rime e i proverbi e scherza con le difficoltà di pronuncia.

La graditissima comunicazione dell’esito del concorso, è arrivata, alla fine dello scorso febbraio, direttamente alla dirigente scolastica, Dottoressa Giuseppina Ferolo, che l’ha girata alle docenti interessate, emozionatissime alla notizia, insieme con i suoi apprezzamenti e che gli alunni hanno saputo in una delle videochiamate della didattica a distanza.
L’amarezza del periodo che, a causa del lock down, ha visto sospendere la premiazione e ha impedito di andare a Roma, in Campidoglio, dove doveva avvenire, non toglie, però, la gioia grande e la soddisfazione per il risultato ottenuto….. per non dire del compiacimento di sentire le nuove generazioni cimentarsi nell’idioma ancestrale dei nostri avi.

Marta Mortarino

La classe 2^A della Scuola Primaria di Cerano ha riflettuto su questa frase tratta da “La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare” di Louis Sepùlveda.

I bambini hanno lavorato, sia nel I quadrimestre che durante il periodo della DAD, sulla storia del celebre scrittore cileno recentemente scomparso a causa del Coronavirus.
I lavori realizzati dagli alunni sono stati inviati alla Fondazione Marazza di Borgomanero che ha pensato ad un’iniziativa per ricordarlo.

Manuela Gambarana

Lo dicono i bambini della Scuola Primaria dell’I.C. “Ramati”, che hanno risposto all’iniziativa circolata sui social in tutta Italia e sostenuta dalle insegnanti che, anche a distanza, cercano di far sentire la loro vicinanza agli alunni.

In un momento così difficile per tutti, sono i fanciulli ad incoraggiarci, dipingendo arcobaleni, cuori, scritte con colori vivacissimi che rappresentano la speranza e per rassicurarci che “Andrà tutto bene!”.
Molti li hanno appesi fuori dalle finestre e dai balconi delle loro case e poi li hanno postati, fatti circolare sui gruppi social.

Le maestre hanno raccolto il lavoro svolto con la collaborazione straordinaria delle famiglie, per pubblicarli nel nostro sito scolastico; è sicuramente un gesto che riesce, anche solo per un momento, a rincuorarci e a darci la spinta per credere che davvero ANDRÀ TUTTO BENE!

Cristiana Ruggerone

SCUOLA PRIMARIA DI CERANO

Ecco il video della classe 3^A!

Ed ecco una ricca photo gallery dei lavori degli alunni della scuola primaria “Don Saino”!

SCUOLA PRIMARIA DI GARBAGNA

Dopo anni, torna finalmente, il basket a Vespolate.

Che gioia infinita rivedere quella “palla ruvida ed arancione” rimbalzare al suolo, dopo aver subito la spinta effettuata dalle mani dei nostri alunni, osservarla rotolare a terra dopo essersi innalzata verso il cielo ed aver centrato il canestro, udire quella “melodia” che segue il ritmo incessante, forte e deciso del palleggio… e poi quel soffio… la retina che si sposta facendo vibrare l’aria come un battito d’ali… e il cuore colmo di gioia…il basket, per questo,è uno sport meraviglioso!

Difficilmente si trova tanta professionalità ed empatia in istruttori giovani, qualità emerse, in modo ineccepibile, nel gestire le lezioni e nel modo di rapportarsi coi bambini, dagli istruttori Gamba Serena e Scaglia Alessandro dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Basket College Novara. Il presidente Delconte Andrea crede in questa “missione”, riportare il basket novarese, legato, da troppo tempo, ad un progetto minimale, ad essere uno sport di alta qualità, per tale motivazione è utile la collaborazione con le scuole, promuovere e far conoscere ai ragazzi questo sport. Il basket aiuta a crescere e non soltanto a livello fisico ma soprattutto a livello mentale, essendo un gioco di squadra è inevitabile sviluppare un senso d’amicizia, di collaborazione, d’umiltà, d’altruismo…

“Non chiederti mai cosa i tuoi compagni di squadra possono fare per te ma, al contrario, chiediti cosa tu puoi fare per loro”, parole di Magic Johnson.Si può dire che il basket è un po’ una filosofia di vita, quella tipica di chi è disposto a compiere sacrifici per una “vittoria” di squadra, quella di chi vede nel pallone un mezzo di sfogo personale, quella di chi sa prendersi le proprie responsabilità, magari quando mancano solo pochi secondi alla fine della partita, ma è anche quella di chi vuole mettersi in discussione, accettando anche le sconfitte sia in campo, sia nella vita…Il basket è pura emozione!

Manuela Donati

Poesie sul Basket

Faticare, correre, saltare,
difendere e attaccare…
Fallo, rimessa, anticipa,
tira, passa, raddoppia,
taglia per segnare,
ferma l’avversario,
non farlo passare.
Tra il canestro e la palla,
mai dietro, mai di lato,
aiuta il tuo compagno;
testa alta, passaggio teso,
non buttare via la palla,
non cadere nelle finte.
Fatica, sudore, lividi,
ansia e tensione…
vincere di uno,
perdere di cento,
segnare mille punti,
espulsione al primo tempo.
Fatica, sorrisi e amicizie,
qualche amara lacrima,
tante risate insieme…
Il pubblico, l’allenatore e il capitano,
infiniti cuori che battono
per una sola parola
che dice tutto questo:
pallacanestro.
di Visbs88
Il basket:
lo sport più bello del mondo
Una semplice palla che tieni tra le mani può diventare tua schiava e tua complice.
Amica del tuo palleggio …
Amante del tuo gioco …
Alleata da sempre …
Nemica dei tuoi nemici …
“Baciatrice” delle tue dita che la sfiorano in un brivido possente…
Il basket…
Quando arrivi in area di tiro, l’adrenalina sale e con essa la volontà di far canestro…
Abbandonare la palla, la nostra amica al suo destino…
Rimarrà nostra fedele alleata? Entrerà nell’anello?
Carichiamo il tiro con precisione e tecnica …
Saltiamo, ci eleviamo con un salto verso l’infinito…
Verso la vittoria …
Indirizziamo e lanciamo la palla verso il cielo, verso la luce…
Tutta la nostra speranza l’abbiamo donata a quel tiro, a quel lancio…
Chissà se vorrà donarci un po’ di felicità, questa avida e sovrana palla?
Magnanima, ce la regala…
Entra nel canestro …
Non uno sfioramento dell’anello, solo un lieve movimento della rete che rallenta, dolcemente, la sua caduta …
Lancio precisissimo sia in mira che in potenza…
Un piccolo sogno che si è avverato…
Solo con la vera passione si vincono le grandi partite della vita…
il basket insegna questo!
Tratta dal sito: Basket Cafè Forum

Prosegue il progetto: “Lo sport è vita”.

Nel mese di dicembre, tutti gli alunni della scuola primaria “Giovanni Pascoli” di Vespolate hanno avuto modo, come già avvenuto in passato, di partecipare ad alcune lezioni di twirling. Grazie all’interessamento dell’istruttrice Veronesi Elena, dell’Associazione Sportiva twirling di Borgolavezzaro (affiliata col CONI), e alla cortese disponibilità dell’istruttrice Magnaghi Noemi, formata presso la società sportiva Twirling Club di Romentino, che ha tenuto le lezioni, è stato possibile rivivere un’esperienza positiva, gratificante e divertente.

La Signorina Noemi, insegnante di twirling da tre anni, dopo un vissuto da atleta, a livello agonistico, con A.S.D. ginnastica twirling di Oleggio, ha saputo trasmettere pienamente la propria passione per tale sport, coinvolgendo i bambini che si sono, da subito, dimostrati interessati e desiderosi d’imparare. Il Twirling è uno sport individuale e di squadra, maschile e femminile, caratterizzato dall’uso di un attrezzo denominato bastone e da movimenti del corpo che seguono con armonia una base musicale.

Anche il Twirling, può rappresentare, per i bambini, un’opportunità di crescita sana e consapevole, un’occasione per far acquisire abilità, competenze motorie e stili di vita attivi, strettamente collegati alla prevenzione delle principali patologie causate dalla sedentarietà e dalla scarsa attività fisica. Le caratteristiche distintive del Twirling sono: l’uso del bastone, come già detto, che permette di creare immagini visive e figure eseguite con destrezza, fluidità, precisione e l’espressione del corpo attraverso la danza e i movimenti ginnici che danno dimostrazione di forza, flessibilità, bellezza, estetica ed armonia.Osservare gli atleti che praticano questo sport permette a ciascuno di noi di sognare … la musica coinvolge, i movimenti trasportano e si aprono le porte di infiniti mondi… gli spettatori rimangono rapiti dall’atmosfera magica che si crea…

Ricordiamoci, sempre, che la pratica sportiva è un microcosmo della vita fatto di sacrifici, applicazione costante nel proprio lavoro,fatica, sudore, coraggio,superamento dei propri limiti, rispetto delle regole, sconfitte e successi, lacrime e sorrisi, illusioni e sogni realizzati… ma soprattutto un modo sano di intendere la vita a prescindere dallo sport praticato e dai successi ottenuti.

Manuela Donati

Lunedì 16 dicembre si è concluso il progetto “Scacchi a scuola”, tenuto dal Prof.Luigi Capobianco.

Il corso è stato articolato in 10 ore complessive di lezioni di teoria e pratica. I primi incontri sono stati dedicati all’introduzione e alla spiegazione del gioco vero e proprio.

La leggenda

Il prof. Capobianco ha introdotto il gioco degli scacchi raccontando ai bambini la leggenda della nascita degli scacchi.
“Secondo la leggenda indiana, l’inventore degli scacchi fu Sissa , maestro di un principe. Con questo gioco Sissa voleva far capire che il successo del comandante deriva dalla giusta armonia tra lui e i suoi sottoposti, così come il Re degli scacchi per quanto il pezzo più importante, non può che perdere senza l’appoggio dei pedoni e degli altri pezzi. Il Principe fu molto colpito dalla sagacia del gioco e promise a Sissa qualunque cosa egli avesse richiesto come ricompensa. In premio Sissa chiese un chicco di grano per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza e così via, sempre raddoppiando fino alla sessantaquattresima casella”.

La scacchiera

Il gioco degli scacchi è uno fra i giochi più popolari al mondo. Gli scacchi sono un gioco di strategia che si svolge su una tavola quadrata detta scacchiera, formata da 64 caselle o case di due colori alternati, sulla quale ogni giocatore dispone 16 pezzi bianchi o neri. Per traslato, il “Bianco” e il “Nero” designano i due sfidanti : un re, una regina, due alfieri, due cavalli, due torri e otto pedoni.
Come ha spiegato il prof. Luigi l’obiettivo del gioco è dare “Scacco matto”, ossia attaccare il re avversario impedendogli di sottrarsi alla cattura.

Le mosse

Esistono diverse mosse nel gioco degli scacchi: “ la presa al varco” ( o en passant), è opportuno che ogni giocatore conosca questa mossa, anche se non capita spesso di applicarla al gioco. E’ giusto spendere il tempo necessario per descrivere agli allievi le regole riguardanti l’esecuzione della mossa e le conseguenze delle mosse irregolari in partita di torneo. Infatti la mossa irregolare non rimane impunita: su richiesta del giocatore avversario, l’arbitro interviene e registra l’irregolarità, in quanto al raggiungimento di tre mosse irregolari in una stessa partita, un giocatore viene dichiarato perdente per somma di mosse irregolari. L’ arrocco è una mossa cui un giocatore esperto non rinuncia; bisogna far capire agli alunni quanto sia importante allontanare rapidamente il Re dal centro contemporaneamente attivando una Torre che nell’angolo farebbe solo da spettatore.

Le finalità del gioco

I bambini dopo aver acquisito le regole principali del gioco si sono cimentati in diverse partite e nell’ultima lezione sono stati protagonisti di un torneo organizzato nei minimi dettagli dal prof. Capobianco.
Il gioco degli scacchi, nella scuola primaria, ha una doppia valenza: didattica-educativa e ludico-sportiva.
Le finalità del gioco sono diverse : le prime capacità che vengono esercitate sono quelle di tipo intellettivo, quindi la riflessione e il ragionamento logico-matematico su tutte. Il gioco costringe l’alunno ad allenare il proprio spirito di osservazione e a stimolare la memoria visiva e spaziale. Come tutti gli sport il gioco degli scacchi è inquadrato da una serie di norme e regole che abituano fin dall’inizio al rispetto delle regole e al rifiuto di atteggiamenti negativi come la prevaricazione, la scorrettezza e l’ingiustizia. Inoltre il confronto, la gara, se incanalati dentro principi di lealtà sportiva, sono mezzi utilissimi per interagire e relazionarsi con gli altri, capire ed accettare i punti di vista altrui.

Il progetto “Scacchi a scuola” è stato apprezzato da tutti gli alunni di classe quarta ed insieme alle loro insegnanti e alla responsabile di plesso Claudia Larghi ringraziano il prof. Luigi Capobianco per la sua disponibilità e professionalità.

Maria Cristina Cascio